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16 novembre 2010 2 16 /11 /novembre /2010 16:50

 

Caricature di Jules Baric a soggetto medico e farmaceutico

 


 

 

Tra gli artisti che hanno dato lustro alla caricatura nel secolo XIX, alcuni, come Daumier, Gavarni e Cham, non hanno perso nulla della loro fama. Ma altri- decine di altri- dopo essere stati spesso ritenuti molto reputati e molto apprezzati ai loro tempi, sono caduti nell'oblio quando meriterebbero sicuramente una migliore sorte. È il caso del fecondo disegnatore umoristico e satirico che fu Baric.

 

 

 

 

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Ritratto di Baric.

 


Nato il 14 aprile 1825 a Sainte-Catherine-de-Fierbois, Jules-Jean- Antoine Baric riprese da suo padre le forti convinzioni repubblicane ed il suo gusto per le arti, ma non abbracciò la professione alla quale quest'amico dei fratelli Arago e numerosi rifugiati polacchi intendevano destinarlo: la filatura.

Due esposizioni, una nella sua provincia di origine [1], l'altra a Nogent-sur-Seine [2] hanno tratto dall'ombra una parte della opera.

Parallelamente ad una carriera “mediocre e movimentata” di commesso delle poste compiuta senza gioia dal 1848 al 1881, conduce un'attiva carriera artistica, che proseguirà dopo il suo pensionamento nel 1881 e sino alla morte il 19 giugno 1905. Amico di Philipon, esegue delle caricature per il Journal pour rire, poi diventato il Journal amusant, per la Semaine, per il Petit journal pour rire, per il Charivari, per la Chronique parisienne e la Chronique amusante alla Surprise. È uno dei fondatori, nel 1860, del Chérubin, giornale per bambini dai cinque ai dodici anni. Partecipa all'illustrazione del Magazin d'éducation et de récréationfondato da Hetzel e Jean Macé nel 1864, poi a quello del Petit Parisien che successe al Chérubin.

 

 

 

 

 

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-Allora! Signor Martin cos'è dunque 'sta bottiglia ch'accarezzate tutto 'l tempo così?

-Ragazzo mio, questo è vino di Coccagna fatto dal grande dottor Mariani in persona! Un vino famoso che, posso dirlo, m'ha resuscitato! È caro, ma ne vale la spesa, con esso non c'è pericolo di morire.


 

Pubblica numerose raccolte di disegni: Les proverbes travestis ou la morale en carnaval [I proverbi travestiti o la morale in carnevale], 1857; Monsieur Plumichon, 1858; Animaliana, 1858; Ces bonnes petites femmes, 1860; Les jolis soldats, 1861; una rivista comica dell'anno 1862; una Parodie des Misérables de Victor Hugo, 1862, ecc. In diverse occasioni compone e fa rappresentare dei lavori teatrali. Disegna dei costumi per delle opere recitate all'ippodromo. Esegue delle miniature su pergamena. Un soggiorno a Vesoul nel 1852-1854 gli dà l'occasione di collaborare con la celebre casa di stampe di Épinal Péllerin [3].

una testimonianza della sua notorietà è- tra le tante- la sua presenza nel 6° volume (1906) delle Figures contemporaines tirées de l'Album Mariani: c'è il suo celebre disegno sul famoso vino di coca Mariani battezzato “vino di coccagna” dal contadino della vignetta [4].

Baric ha praticato molto poco la caricatura politica: il regime della stampa dal 1835 al 1868, tranne l'intermezzo del 1848-1852, non vi si prestava e senz'altro il suo temperamento per giunta non ve lo portava. Il suo campo, è la caricatura sociale, la satira di costume. La donna e la moda, i balli in costume, portieri e affittuari, le invenzioni (strade ferrate, metropolitana, velocipede), la vita artistica fa le spese del suo umorismo e se bersaglia i militari, si mostra soprattutto severo verso i borghesi [5]. Il suo soggetto prediletto è tuttavia è tuttavia il mondo contadino. Le migliaia di disegni che ha loro dedicato sono improntate di simpatia al contempo di ironia e denotano nel loro autore un osservatore alla volta malizioso e attento.

Alcuni di essi hanno trattato di medicina e farmacia. Così vediamo una coppia il cui sbalordimento esplode nell'officina del villaggio, dove si è recata per confusione tra “purga ipotecaria” e “purga apotecaria” [6].

Un po' diverso è lo sbalordimento di una contadina che si crede furba richiedendo al farmacista un prodotto che crede “più fresco”, quando si tratta di veleno [7].

 

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-Non c'è nulla nel vostro boccale!? Nun deve esse' pe' niente fresco... Dateme dunque de questo qui ch'è pieno...

-Ma non è la stessa cosa: questo è veleno...

-Ah! È veleno? Male, certo, non è fresco...!

 


Alcune opere della serie dei Paysans costituisce l'inizio di una galleria sulla medicina popolare e i rimedi tradizionali. Quella che ha come didascalia Mangia le prugne! È di un'eloquenza che non necessita di commenti [8].

Altrettanto noto delle prugne contro la costipazione è l'aceto contro lo svenimento. Ma la scena si accompagna di una riflessione che colpisce al contempo il costo elevato del medico, il senso contadino per l'economia e la testardaggine femminile [9].

Le virtù della liquirizia contro le affezioni delle vie respiratorie sono tradizionalmente riconosciute. Dovremo meravigliarci se una brava contadina propone al veterinario di darne alla sua vacca affetta da bronchite? [10].

Un'altra scena dal valore di testimonianza su una pratica di medicina popolare vicina alla magia o alla stregoneria. Ha come didascalia: -Ragazzo mio, hai senz'altro una cateratta nel ventre: devi mettere un dente di serpente nella tua tasca sinistra e bruciare con la candela una ciocca di capelli insieme a zampe di ragno. Vedrai come guarirai...!

La medicina, infine, come la farmacia, dà luogo dà luogo a degli imbrogli. Sulla tubercolosi ad esempio:

-'Sta pora piccina, nun sta bene! Il medico ha detto che è nèmica all'ultimo grado, per via di tubi d'èrcoli ch'avrebbe nei polmoni.

-Dei tubi d'èrcoli, nun sarà mica facile levargliegli stamattina! [12].

 

 

 

 

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-Ah, eccovi infine! La moje vostra è svenuta de colpo! Nun riesce a ripijasse! Tocca da chiama' er medico!

-Er medico? N'antra spesa in più! La conosco io: se s'è messa in testa de nun arpijasse, nun s'arpija de certo!

 

Disegni originali o disegni stampati, i primi molto superiori ai secondi [13]. Queste caricature costituiscono dei veri documenti sulla farmacia popolare e sull'immagine della medicina nella mentalità contadina alla fine del XIX secolo. Non soltanto colpiscono per la verità del disegno, non soltanto sono altrettante istantanee colte dal vero, ma le loro didascalie sono di una perfetta autenticità, se si deve credere al figlio dell'artista: “Mio padre,” ci dice, “disegnava i suoi brav'uomini e componeva le sue scenette partendo dalle didascalie, sempre scritte ed effettuate per prime... Le sue parole e didascalie, le raccoglieva un po' dappertutto e le trascriveva in tutta la loro freschezza su un apposito quaderno che non lasciava mai”.

 

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-Mia brava donna, la vostra vacca ha una bronchite.

-Secondo me, è come dire ch'è 'na specie de raffreddore... Se je facessimo pijà la liquirizia?

 

 

 

 

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-Semo venuti pe' 'na purga...

-Avete la ricetta del medico?

-No, è 'na purga d'apotecario (purga ipotecaria) ch'er notaro dice ch'è dovuta sulla nostra eredità.


 


 

 

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-Mangia delle Prugne!

 

 

 

 

 

 

 

baric--8.jpg"Metà Quaresima"

Non sono come quei ciarlatani che vi vendono a peso d'oro una bottiglietta d'acqua- una vera fortuna se è pura! come adatta contro tutti i mali! No! signore e signori! Darete come elemosina ai poveri quel che volete! Da un soldo sino ai centomila franchi accettiamo tutto! E vi rivelo i miei rimedi... per niente! Avete male alla gola? Prendete una mela o una pera tra i denti... una stufa accesa... mettevi seduti ed aspettate! e quando la mela è cotta, sarete certi di essere del tutto guariti! Stesso rimedio contro il mal di denti e contro il raffreddore! Vai con la musica!

 

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Grande serata artistica per il vaccino di Cruppo

 

 

Varrebbe la pena, sicuramente, di ricercare tutti i disegni che possono aver attinenza alla medicina ed alla farmacia nella serie Paysans. E anche nel resto dell'immensa opera di Baric. Ne testimoniano l'incisione su Le Journal amusant sul tema del ciarlatano intitolata "Metà Quaresima" ed il programma di una Grande serata artistica per il vaccino di Cruppo, dove sembra che l'artista si sia rappresentato bacchetta in mano.

 

 

 

 

 

NOTE

 

[1] Jules Baric, caricaturiste tourangeau (1825-1905), Tours, Musée des Beaux-arts, 27 ottobre 1983- 2 gennaio 1984. Catalogo in 4° di 72 pagine con numerose illustrazioni e bibliografia.


[2] Musée Paul Dubois-Alfred Boucher, estate 1984, esposizione senza catalogo, circa 90 disegni scelti tra la serie di 140 dati al museo nel 1906 dal figlio dell'artista.


[3] Il catalogo dell'esposizione di Tours riproduce di lui un'immagine della serie “Aux armes d'Épinal”: Les bottes de Bastien.


[4] Nella notizia che gli è dedicata, si vanta il grande successo della sua serie Nos paysans, sulla quale torneremo e si osserva che i “suoi albi, diventati introvabili, raggiungono oggi nelle vendite prezzi elevati”.


[5] Riprendo qui le suddivisioni stesse dell'esposizione di Tours.


[6] Museo di Nogent-sur-Seine, N. S. 06.002.293; 25,5x19 cm; disegno a matita Conté e gesso bianco; verso il 1880.


[7] Disegno in Petit Journal pour rire, anno 30°, 3aserie, n° 566, Coll. P. Julien.


[8] Tours, Musée des Beaux-Arts, esposizione, n° 89.


[9] Tours, Musée des Beaux-Arts, esposizione, n° 88.


[10] Disegno da Le Petit journal pour rire, 30° anno, 3a serie.


[11] Museo di Nogent-sur-Seine, 1880 circa.


[12] Spesso semplificati e irrigiditi, i disegni stampati perdono in vitalità e spontaneità. “Malgrado il lato meccanico della stampa litografica, la più grande finezza della matita di Baric perde in rapporto sula pietra”, faceva notare Émile Bayard e non ci lascia che un aspetto di schema ribelle”.

 

[13] Spesso semplificati ed irrigiditi, i disegni stampati perdono in vita e spontaneità.



 

 

 

 

LINK al post originale:

Caricature de Jules Baric à sujet médicale et Pharmaceutique

 


 

 

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