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26 novembre 2009 4 26 /11 /novembre /2009 07:00

L’EREDITÀ DELL’ANTICHITÀ: L'Oriente

 


 

Terapeutica primitiva, dall’istinto alla magia.

 

La malattia ed i “tentativi terapeutici” risalgono all’apparizione dell’uomo sulla terra. La terapeutica primitiva (termine che non possiede affatto un senso peggiorativo) è stata la sola per millenni prima che non fosse soppiantata da quelle dell’Oriente e dell’Occidente, senza tuttavia essere eliminata del tutto. In effetti alcuni dei suoi caratteri specifici si ritrovano nei nostri giorni in popolazioni viventi in Africa, America del Sud, Oceania così come nella nostra medicina popolare.


Molto presto, l’uomo primitivo scopre l’utilità o la nocività di ciò che lo circonda e acquisisce la conoscenza di alcune pratiche. La malattia è un corpo estraneo che deve essere estirpato attraverso diverse pratiche di espulsioni del male, di purificazione (suzioni, purghe, vomiti, bagni, massaggi).


Questi metodi sono ai giorni nostri impiegati a volte con successo (prime cure dopo una puntura d’ape). È fatto anche appello alla potenza di suggestione, potere sfruttato ai nostri giorni dai guaritori. Trasponendo le sue acquisizioni, le sue constatazioni empiriche dall’ambiente umano alla natura, l’uomo primitivo distingue degli animali e dei vegetali benefici o nocivi. Quanto è nocivo causa malattia e dolore. Scoprendo l’interesse per certi vegetali, egli coltiva delle piante come Valeriana, Camomilla, Achillea, papavero. La scoperta del fuoco permette la preparazione di decotti più concentrati in principi attivi. Cura le sue ferite con applicazioni di capsule surrenali ricche di adrenalina dagli effetti vasocostrittori. Effettua alcune operazioni chirurgiche: estrazioni di corpi estranei, trapanazioni, come l’attesta la paleontologia.


L’osservazione della natura fa nascere alla prima scienza, l’Astronomia. La terapeutica, da istintiva, diventa magica in relazione con i fenomeni naturali. Per spiegare l’origine delle epidemie, la guarigione, l’uomo ricorre alla credenza in forze sopranaturali astrologiche o divine.


L’istinto e la magia che caratterizzano questa terapeutica sono ancorate nel più profondo dell’anima umana, così tanto che il ragionamento non può estirparli.


Con l’invenzione della scrittura, verso il 4.200 a. C., la storia succede alla preistoria per i popoli che l’utilizzano e le conoscenze possono essere conservate e trasmesse. Ma i popoli non entrano contemporaneamente nella storia. È soltanto in luoghi privilegiati, lungo i grandi fiumi che assicurano una economia prospera, che si creano dei centri umani: L’Impero egiziano sul Nilo, le città-stato tra il Tigri e l’Eufrate, lungo l’Indo in India, più tardi in Cina nelle valli del fiume Giallo e del fiume Azzurro.

 


ANTICHITÀ E MAGIA

 

ASIA

 

La terapeutica è strettamente intrecciata alla magia, alla religione, alla filosofia, ad una certa concezione del mondo improntata dall’immobilismo e dalla meditazione.

 

INDIA

 

 

La Scienza della longevità, l’Ayurveda, è trasmessa dai trattati di medicina, Le Samhita, o Corpus di Bhela, Charaka e Suçruta. L’Ayurveda, dettato da Brahma nel 1.300 a. C., rivela i progressi della scienza indiana. Come in Cina sono anche qui note la circolazione del sangue, la trasmissione del paludismo attraverso le zanzare e quella della peste attraverso i ratti. Più tardi, durante il V secolo d.C., all’epoca di Sucruta, le conoscenze riguardanti il vaiolo, il diabete, la tubercolosi così come le norme igieniche e dietetiche si sviluppano.


Secondo il trattato di Sucruta: “Il medico, il paziente, il rimedio e l’infermiere sono i quattro pilastri della medicina su sui riposa la guarigione. Se tre di questi pilastri sono ciò che essi devino essere, con l’aiuto del primo, il medico, la guarigione sarà completa”.


La fitoterapia rappresenta un posto importante, con lo Zenzero, l’Aglio, il benzoino ottenuto per incisione del troco di Styrax tonkinensis, l’Aconito, il Pepe, la canapa, il Tamarindo (lassativo), il Ricino (purgativo e disinfettante cutaneo contro la lebbra). Nel Tshakara Samita attribuito a Tshakara (I e II secolo a.C.) figura il Rauwolfa serpentina. Questa radice è utilizzata a titolo preventivo e curativo contro le punture d’insetti, i morsi di serpente e serve anche a trovare la tranquillità. Un alcaloide isolato a partire da questa pianta, la reserpina sarà utilizzata nel XX secolo per la sua attività ipotensiva e come neurolettico.



Manoscritto medico sanscrito, Parigi, BNF


Tuttavia la magia rientra in larga parte. La malattia è ritenuta essere la ragione del peccato. Così gli dei sono invocati per diversi malattie. È il caso del Dio del fuoco per le affezioni febbrili, quello della tempesta per i dolori. Nel Atharvaveda, degli incantesimi sono indirizzati agli dei per guarire la febbre intermittente: “Oh, Takman, Dio del fuoco, sii compassionevole e risparmiaci. Rendo grazie a Takman, il freddo e all’altro, il caldo, l’infuocato che ci turba lo spirito. Lodo siano rese a Takman che ritorna l’indomani, poi due giorni di seguito e che si riproduce il terzo giorno”.


In seguito, la scienza indiana sarà adottata in Tibet, in Asia centrale, in Indonesia, in Indocina in alcune contrade del Giappone e della Cina. Avrà un’influenza comparabile a quella della scienza greca.

 

CINA

 

In Cina, per il leggendario sovrano, Fu Hsi (2852-273 a. C.), “All’origine del mondo, del ‘Grande Estremo’, specie di Caos, si staccarono due principi opposti: il Yang, principio maschile, caldo, attivo e lo Yin, principio femminile, freddo, debole. Dall’equilibrio di questi due principi deriva l’ordine universale del mondo. Dal loro antagonismo e dalle loro reazioni attraverso gli esseri e le cose derivano i movimenti, le generazioni”.


Quest’equilibrio tra questi due principi è materializzato dal disegno centrale della tavola “Fu Shi”. Ognuno dei due spazi, uno scuro, l’altro chiaro, contiene un piccolo cerchio chiaro o scuro a secondo del caso. Ciò ricorda che non c’è Yang senza Yin e viceversa.


Otto trigrammi circondano questo disegno centrale. Essi corrispondono alle otto basi della filosofia cinese, alle otto regole di diagnostica, agli otto fondamenti dell’agopuntura.


A partire dei due principi, si sviluppano cinque elementi: l’acqua, il fuoco, la terra. Il legno, il metallo. Questi elementi che servono alla costituzione degli esseri comportano la formazione del cielo (puro) e della terra (impura). Queste due forze riunite ne generano una terza, l’Uomo.


Ognuno dei cinque elementi ha sotto la propria dipendenza un punto d’orientamento, uno dei cinque pianeti, uno dei cinque pianeti, una delle cinque grandi visceri dipendenti  dal principio maschile, uno dei cinque organi retti dal principio femminile, uno dei cinque differenti polsi, uno dei cinque umori.


La tradizione attribuisce ad un altro sovrano leggendario, Shen Nung, che regnò nel 2700 a.C., il Grande Erbolario o Pents’ao in cui tratta della guarigione delle malattie attraverso i minerali, gli animali e soprattutto le piante.


Con l’imperatore Huang Ti, 2600 a.C., comincia la prima dinastia cinese, quella degli Xià. Secondo l tradizione, sotto il suo regno, sono scoperte la bussola, la ruota, l’uso del bronzo e la scrittura cinese. Redige il Noi-Kinh, trattato di base dell’agopuntura nel quale, diffidente nei confronti dei rimedi, egli scrive: “Il mio desiderio è che non si diano più rimedi velenosi e che non ci si serva più di antichi punteruoli di pietra. Desidero che si utilizzino soltanto i misteriosi aghi di metalli con i quali si dirige l’energia”.


Nel III secolo a.C., la dinastia dei Qin è fondata dall’imperatore Qin Shi Huang che unifica la Cina dal punto di vista politico, militare, sociale ed intellettuale. Fa edificare la Grande Muraglia. Per vincere l’opposizione degli intellettuali fa bruciare la maggior parte dei libri, ma protegge dalla distruzione i libri che trattano di medicina.


Nel corso della dinastia seguente, quella degli Han, l’agopuntura si sviluppa, è insegnata e sanzionata da esami. L’agopuntore può subire un controllo delle sue conoscenze. Se il malato non guarisce o decede, la famiglia può ricorrere al tribunale. Curare i malati comportando un certo rischio, l’abitudine è quella di curare le persone che godono di buona salute. Questo è possibile con la scoperta della pulsologia.


L’esame del polso, che riflette il flusso dell’elemento vitale formato di Yang e di Yin per mette di stabilire una diagnostica e dunque di prescrivere il trattamento. Il polso è preso in undici punti differenti e 200 specie di polsi sono inventariati.

In effetti, durante l’affezione di un organo, il polso è perturbato prima che la malattia si dichiari. I Cinesi prendono l’abitudine di recarsi regolarmente presso il medico che deve prevenire l’apparizione della malattia. Ciò ha come conseguenza il pagamento degli onorari da parte dei soggetti che godono di buona salute.


L’agopuntura interviene sui flussi di energia vitale che circola attraverso il corpo attraverso il sistema dei “canali principali e collaterali”. In certi punti lungo questi canali, si possono piazzare gli aghi da agopuntura oppure bruciare delle “moxas” (foglie di artemisia essiccate messe a bruciare su un determinato punto) per correggere gli squilibri del flusso di energia e concentrare i poteri di auto guarigione del corpo nei punti necessari.


Per codificare la medicina e la terapeutica, i medici cinesi si ispirano ai principi fondamentali della cosmologia cinese e dei cinque elementi che ne derivano. La materia che compone gli esseri viventi è di genere “yin” che traduce l’aspetto mutevole della natura. Le funzioni vitali degli esseri viventi sono rette dai cinque centri del corpo:

 

-“il cuore” o “spirito”, centro di comando in cui si manifestano coscienza e intelligenza,

-“i polmoni” o “il sistema respiratorio”

-“il fegato”, termine che include le membra ed il tronco, il meccanismo di reazione emotiva all’ambiente così come l’azione degli organi,

-“la milza” che equilibra la distribuzione degli alimenti nutritivi ed il loro metabolismo. Apporta forza e vigore.

-“i reni” sistema che regola l’immagazzinamento del nutrimento e l’utilizzazione dell’energia. La forza vitale dell’uomo dipende da questo sistema.


I cambiamenti di stagione e variazioni del tempo influiscono sul corpo umano. Quelli i cui effetti sono i più manifesti sono: il vento, il freddo, il calore, l’umidità, la siccità ed il calore interno.


I cambiamenti eccessivi o straordinari nel tempo (emozioni) nuocono al corpo e sono chiamati le sei cause esterne di malattie.

Se i cambiamenti di umore nell’uomo tra gioia, collera, preoccupazione, meditazione, malinconia, paura e sorpresa son troppo eccessivi, essi nuocono alla salute.


Le sei cause esterne di malattia, in interazione con le sette emozioni, costituiscono il fondamento teorico della patologia.

Questo fondamento teorico (6 cause, 7 emozioni) associato ai cinque centri del corpo (cuore, polmoni, fegato, milza, reni) sono impiegati per analizzare la costituzione del paziente e la sua malattia e per diagnosticare la causa esatta dello squilibrio fisico o psicologico e correggerlo.


L’oggetto della medicina cinese è la persona e non soltanto la malattia. La malattia non è che una manifestazione di uno squilibrio presso il malato. I medici cinesi hanno testato le piante per le loro proprietà: provocare il freddo, il calore, il tepore e la freschezza. Gli effetti curativi delle piante sono stati testati sulle diverse parti del corpo umano. I medicinali sono classificati in funzione delle simpatie o antipatie.


Ad esempio, la Menta è di natura fredda ed è impiegata per alleviare le malattie causate dai fattori di calore.

La farmacopea cinese è molto ricca. Nel Pen ts’ao completato nel XVI secolo della nostra era da Li Che-tchen, sono inventariate numerose sostanze vegetali: Zafferano, Fagioli, Datura, Rabarbaro, Segale cornuta, Zenzero, Pepe, Cannella, Melograno, Canfora, Ginseng.


Le ricette di longevità sono molto numerose. Il Panax-Ginseng che deve il suo nome alla forma delle sue radici che ricordano due gambe umane possiede delle qualità toniche. Il suo uso permette dunque la conservazione della salute.

 

Pent ts’ao p’in-hui ching yao, 1505

Biblioteca Nazionale Centrale Vitttorio Emanuele II, Roma.

 

Alcune di queste droghe presentano ai nostri giorni un interesse incontestabile: Rauwolfia, Efedra, Chaulmoogra…


La terapeutica empirica cinese fa egualmente appello a dei farmaci scelti in funzione della comparazione tra questi e l’organo da trattare. È la teoria dei segni o delle similitudini. Lo zafferano di colore giallo è utilizzato per le itterizie, il fagiolo che ha forma di rene è raccomandato per le malattie renali. Le piante che hanno dei fiori rossi sono spesso impiegate come emmenagoghi o come emostatici (fiori di Melograno o di Ibisco, Rosa Chinensis). I prodotti di origine animale o umana possono curare gli organi corrispondenti dei pazienti.


Le farmacie cinesi, più spesso, si presentano come un museo in miniatura di storia naturale con una moltitudine di vasi e di cassetti riservati a centinaia di prodotti animali, vegetali e minerali.

 


Officina tradizionale e occidentale

 

Ai nostri giorni, questa medicina tradizionale coesiste con una medicina di ispirazione occidentale che comporta tuttavia alcune varianti…

 

Consultazione a catena



 

Dentista in una strada di Pechino


 


 


Link al post originale:

HISTOIRE DE LA PHARMACIE ET DES MEDICAMENTS 

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Published by Massimo - in Farmacologia
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