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2 dicembre 2014 2 02 /12 /dicembre /2014 07:00

L'enigmatico Bezoard

bezoard1.jpg

Bézoard in una montatura di oro filigranato, proveniente dalle collezioni dell'arciduca Ferdinando (1529-1595), regente del tirolo, e conservato al castello di Ambras (Austria).


Cos'è il bezoard, questo prezioso antidoto che fece l'orgoglio delle migliori officine e si vendeva a peso d'oro, al quale molti seri uomini di scienza come 
Caspar Bauhin e Laurent Catelan dedicarono interi trattati, uno edito a Basilea nel 1613, l'altro a Montpellier dieci anni anni dopo?

 

bezoard2.jpg

Stambecco, produttore di bezoard rappresentato da Pomet nella sua opera "Histoire Générale des Drogues, 1694). Nella parte in bassso: taglio di un bezoard.

L’apotecareria della corte di Dresda esponeva un bezoard grande come una testa d'uomo incastonato in oro. Un altro bezoard di questa dimensione e del peso di 6 libbre e mezzo era stato venduto ad Amburgo per 6.000 Reichsthaler. Secondo Catelan, un re mauro dell'andalusia avrebbe dato a un medico un sontuoso palazzo a Cordova in cambio di un solo bezoard… Come quello del diamante, il valore di questa pietra informe cresceva in proporzioni considerevoli a secondo della sua grandezza. Così, secondo Valentini, i droghieri astuti acquistavano dei piccoli bezoard per agglomerarli e farne uno grande.

 

 

 

Il bello e il buono bezoard orientale deve essere luminoso, di un gradevole odore simile all'ambra grigia, tenero al tatto, e se sfregato su una carta cosparsa di biacca, la faccia diventare gialla. Più è luminoso, grande, uniforme e ben rotondo, più è di valore. Ve ne sono di rotondi, di oblunghi, ricurvi, bozzuti, granulosi, di bianchi, gialli, grigi. Ma il suo colore principale e che si incontra ordinariamente è di color oliva.

 

L'elasticità di questa descrizione, tratta dalla Histoire générale des Drogues di Pomet, non ci permette affatto di indovinare la composizione del prodotto. Se il mondo dei sofferenti è stato mistificato, né Ippocrate né Galeno questa volta c'entrano in qualche modo. Il bezoard è infatti poco conosciuto dai Romani quuanto dai Greci, dalle genti di Alessandria quanto quelle di Bisanzio. Sono i Persiani che l'avrebbero inventato e gli Arabi ad averlo propagato in Occidente. Ora, secondo il Matrialkammer di Schurtz, stampato a Norimberga nel 1673, gli Arabi traggono il bezoard… dagli occhi dei cervi. Quando i cervi invecchiano, i vermi intestinali li tormentano; per sbarazzarsene, avevano dei serpenti che mangiano i vermi, ma diventano fastidiosi a loro volta. Volendo allora immunizzarsi contro il veleno dei serpenti, essi si prendono un bagno prolungato. Rimangono in acqua per molti giorni, lasciando emergere soltanto la testa. Ma questo li fa piangere. Le loro lacrime si coagulano agli angoli degli occhi, formando presto delle concrezioni della grandezza di una ghianda o di una noce, che ostruiscono loro la vista. Usciti dall'acqua si affrettano a sfregare i loro musi contro gli alberi: non resta altro che raccogliere i "bezoard".

 

Questa è la "versione Araba"; eccone un'altra, più orientale ancora, riportata dall'esploratore Tavernier (e citatat da Pomet), nel suo Voyage en Turquie, en Perse et aux Indes, [Viaggio in Turchia, in Persia e nelle Indie]. Vedremo che essa non somiglia affatto alla precedente: "Il Bezoard proviene da una Provincia del Regno di Golconda situata nel Nord-Est. Si trova tra lo sterco situato nell'intestino delle capre che brucano un cespuglio di cui ho dimenticato il nome. Questa pianta dà luogo a piccoli frutti rotondi, attorno a cui e alle estremità dei rami le capre mangiano, si forma il Bezoard nel ventre di questi animali. Acquista la sua forma a seconda di quella dei frutti e delle terminazioni dei rami, ed è per questo che se ne trovano di tante forme diverse. I contadini palpando il ventre della capra capiscono quanto Bezoard è presente, e la vendono in base alla quantità posseduta. Per capirlo, essi fanno scorrere entrambe le mani sotto il ventre della capra, e battono il ventre lungo i due fianchi, di modo che tutto quel che vi è si collochi verso il centro del ventre.

 

Pomet afferma che esistono dei Bezoard di vacca, ma meno efficaci di quelli delle capre, e dei Bezoard di scimmie, molto più attivi al contrario, ma molto rari...

 

Non è tutto. Uno degli specialisti del Bezoard, Catelan, non lo fa provenire né dall'occhio dei cervi, né dal ventre delle capre, vacche o scimmie, ma dalla faringe di un ruminante d'America, il marsupio. Brucando, quest'animale vi accumulerebbe quantità di erbe infettate dal fiato dei rospi, aspici, salamandre, serpenti e insetti di ogni genere. Per neutralizzare questo veleno, assorbe, senza ritardo quel che gli Spagnoli chiamano la contrahyerva, e cioè l'erba-contravveleno. L'osso che ha nella faringe si impregna dunque della sua saliva, dei veleni e della contro-erba assorbite. Questa spiegazione vale per il bezoard che a partire dal XVI secolo si faceva venire dal Nuovo Mondo e che faceva concorrenza, come le altre droghe "dell'occidente", ai vecchi prodotti orientali.

 

È dunque fortemente imbarazzante dare una definizione del vero Bezoard. E ignoreremo quella di Lémery o bezoard animale, che è una polvere di fegato e di cuore di vipere, e i bezoards di Marte, di Giove, di Saturno, di Venere, e il vegetale, e il minerale, e il fossile, e il lunare, e l'ellagico, o anche quelli di Malacca e di Goa.

 

Nelle lingue semitiche, bezoar o bed-zoar vuol dire esattamente contravveleno, e nulla più. In definitiva, tutto ciò che la grammatica e la farmacopea antica ci avranno insegnato, è che si designava con questo nome una massa dall'aspetto calcareo che si era impregnato, si credeva, nel corpo di alcuni animali di ciò che oggi chiameremmo delle antitossine.

 

 

Come l'eliotropo si volge sempre sempre verso il sole, l'ago della calamita verso il nord, la palma maschio verso la femmina, il pesce echeneis o Remora verso la nave e il pesce orbis contro il vento (benché morto, farcito di burro e appeso), allo stesso modo i virus e corruzioni delle malattie contagiose si orientano e si avvicinano verso le dette pietre che contengono gli altri tipi di virulenze, delle quali come ho già detto (è Catelan che parla), esse sono costituite.

 

 

Alcuni spiriti illuminati insorsero contro lo scandalo di quest'antidoto misterioso e caro: tra questi Philbert Guybert, l'autore di Médecin charitable, che nel 1629 pubblicava Les tromperies du bézoard descouvertes [Gli inganni del bezoard scoperti]: "Non è da oggi  che noi Francesi siamo così creduli, così tanto che le altre nazioni se ne fanno beffe...".


Un primo colpo era stato portato alal reputazione del rimedio dall'esperimento di Ambroise Paré, che ottenne da Carlo IX la vita salva da parte di un condannato a morte per impiccaggione, se il sublimato che gli si sarebbe fatto assumere. Lo sventurato felice ma sette ore dopo morì tra grida spaventose...".

 

Le analisi chimiche diedero al bezoard il colpo di grazia, soprattutto quella che praticò Fourcroy alla fine del XVIII secolo e quella richiesta a Berthollet da parte di Napoleone per degli esemplari che egli aveva ricevuto in dono dallo shah di Persia. Quando l'imperatore apprese che si trattava di alcuni sali calcarei cge inglobavano dei residui vegetali, non ebbe riguardo né alla fama del prodotto né alle intenzioni del sovrano amico, e gettà questo oggetto petroso sul fuoco.

 

 

Del Bezoard animale

L'imbarazzo in cui si trovano la maggior parte dei droghierie e apotecari, quando si chiede loro del bezoard animale, fa sì che ho creduto che fosse necessario di spiegar loro ciò che fosse il Bezoard animale; così dirò che ciò che chiamiamo con il nome di Bezoard animale sono: Il Bezoard Orientale, il Bezoard Occidentale, la Pietra di Porco, la Pietra di Malaca, la Pietra di Fiele, il Bezoard di Scimmia, la Polvere di Fegato e Cuore di Vipere, a cui ho dato il nome di Bezoard di Francia, la Polvere di carne di Vipera, Olio di Vipera, Olio di Scorpione, di Mathiole: inoltre, alcuni hanno dato alla teriaca, al mitridate, all'orvietano, il nome di bezoard composto, e infine alla grana di Ginevra quello del Bezoard vegetale, pretendono che tutto ciò che è adatto a resistere ai veleni può essere chiamato Bezoard; così spetterà d'ora in poi alla prudenza dei medici spiegare nelel loro ordinanze quelli che essi desiderano e quello che più conviene agli ammalati.

Pomet. Histoire Générales des Drogues, [Storia generale delle droghe], 2a edizione, Libro III, 1736.


 

 

 

 

 

 

Il Bezoard è un eccellente rimedio, sia per garantire il cuore dall'aria cattiva, che per coloro che hanno il vaiolo, o altre malattie pestilenziali. Lo si stima molto adatto contro le vertigini, l'epilessia e palpitazioni di cuore, l'iterizia, la colica, la dissenteria, i calcoli; contro i vermi, le febbri maligne, per facilitare il parto e contro i veleni; la dose è dai quattro grani sino a sei e dodici in polvere da porre in qualche liquido appropriato alla malattia: le belle qualità di questa pietra sono il motivo per cui gli Ebrei hanno dato il nome di Bel Zaard, che significa padrone del veleno. Ho scoperto tempo fa due bezoard di scimmia, che sono della grandezza di una nocciola e di colore nerastro.

 

 



e les Hébreux lui ont donné le nom de Bel Zaard, qui signifie maître du venin. J'ai recouvert depuis quelque tems deux bezoars de Singe, qui sont de la grosseur d'une noisette & de couleur noirâtre.

 


Pomet, Histoire Générale des Drogues, 2° édition, Livre III, 1736

Del Bezoard Occidentale
Il Bezoard Occidentale differisce dall'Orientale, in quanto è di solito più grande, 
Le Bezoar Occidental differe de l'Oriental, en ce qu'il est ordinairement plus gros, s'en trouvant quelquefois de la grosseur d'un petit oeuf de poule : il est aussi de diverses couleurs, mais le plus souvent d'un blanc grisâtre; il est aussi formé par écailles comme le précédent mais beaucoup plus épaisses; & étant cassé, il paroit comme s'il avoit été sublimé, en ce que l'on peut y voir reluire quantité de petites éguilles, comme celles du sel de Saturne, & le dessus est doux & fort uni, d'un gris rougeâtre.

Ce Bezoar nous est apporté du Perou, où se trouve quelques unes de ces Chèvres, cerfs, ou Animaux portant le Bezoar; et comme l'on en trouve que rarement dans le ventre de ces animaux, c'est ce qui fait que nous n'en voyons que très peu en france.

Pomet, Histoire Générale des Drogues, 2° édition, Livre III, 1736

*Définition du Dictionnaire Littré

 

Nome dato alle concrezioni


Nom donné aux concrétions calculeuses qui se forment dans l'estomac, les intestins et les voies urinaires des quadrupèdes. Bézoard oriental, celui qui se trouve dans le quatrième estomac de la gazelle des Indes. Bézoard occidental, celui qui se trouve dans le quatrième estomac de la chèvre sauvage du Pérou, de l'isard ou du chamois (ces bézoards étaient regardés autrefois comme ayant de grandes vertus alexipharmaques). Bézoards humains, calculs urinaires de l'homme. Bézoard factice, ou pierre de Goa, composition destinée à être substituée aux vrais bézoards, et fabriquée à Goa

Définition du Dictionnaire d’Histoire de la Pharmacie (Editions Pharmathèmes, 2003)

n.m. du persan pädzchr 

: chasse-poison. Nom donné aux concrétions calculeuses se formant dans l’estomac ou les intestins de certains mammifères . Le bézoard oriental, le plus recherché, provenait de la gazelle des Indes, le bézoard occidental était fourni par des herbivores, chamois, chèvres sauvages du Pérou ou de l’Amérique du Nord.

bezoard3.jpgBézoard proveniente, secondo la tradizione, da Antoine Baumé (Parigi, facoltà di Farmacia)

 

© Société d'histoire de la pharmacie
E.H. Guitard


[Traduzione di Massimo Cardellini] 

 

LINK al post originale:
L’énigmatique Bézoard

 

http://www.shp-asso.org/index.php?PAGE=expositionbezoard

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Published by Massimo - in Farmacologia
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