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5 dicembre 2010 7 05 /12 /dicembre /2010 19:32

Ritratti di medici antichi su vasi di farmacia


di Rudolf E. A. Drey 

 

Tra le maioliche e porcellane che offrono dell'interesse dal punto di vista iconografico quanto per l'aspetto artistico, si trovano dei vasi da farmacia decorati con ritratti di personaggi illustri e manufatti in diverse regioni d'Italia e di Francia a partire dal secondo quarto del XVI secolo.

In Italia, i personaggi rappresentati su questi vasi furono soprattutto dei notabili dell'antichità e del medioevo e dei personaggi della letteratura e della mitologia, come Omero [1], Alessandro Magno [2], Marco Curzio [3], Marco Antonio, il conquistatore dell'Egitto conquistato da Cleopatra [4], Lancillotto, il cavaliere della Tavola Rotonda di Re Artù [5], la profetessa Cassandra [6], i quattro personaggi dell'Orlando furioso dell'Ariosto, Ruggero [7], Agramante [8] e Rodomonte [9]. dobbiamo anche far menzione di un importante gruppo di vasi d'officina con ritratti di santi, soggetti di una memoria della signora A. Lothian Short [10]. In Francia, dei papi, dei re, dei santi furono rappresentati sui magnifici albarelli, vasi a piedistallo e brocchette creati durante il periodo 1570-1620 da Antoine Syjalon a Nîmes, da Pierre e Jean Estève a Montpellier e da latri ancora [11].  

 

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Figura 1. Albarello con presunto ritratto di Galeno

Maiolica di Faenza o di Sicilia, seconda metà del XVI secolo, Londra, Pharmaceutical Society of Great Britain.


 

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Figura 2. Vaso con effige di Galeno

porcellana di Parigi, XIX secolo, Londra, Pharmaceutical Society of Great Britain.

 

 

 

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Figura 3. Albarello con effigie di Avicenna

Maiolica probabilmente di Sicilia ultimo quarto del XVI secolo Bologna, Museo civico.

 

 

 

 

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Figura 4. Albarello con l'effigie di Mesuè

Maiolica di Sicilia, 1600 circa, Paesi Bassi, Coll. Frederiks

 

 

Tra i personaggi che decorano i vasi di farmacia figurano anche medici celebri. È un punto su cui nessun lavoro sembra essere stato sino ad ora dedicato.

I due grandi medici dell'antichità Ippocrate e Galeno si incontrano su recipienti di date diverse. La Pharmaceutical Society di Londra, possiede un grande albarello italiano della seconda metà del XVI secolo dipinto in blu, giallo, bruno, manganese-violetto e verde con delle “foglie gotiche” ed il ritratto di un uomo barbuto indossante un turbante [figura 1]. Benché questo personaggio non sia identificato da una didascalia, il nome della droga stomaticù galeni, ci permette di supporre che il personaggio rappresentato sia Galeno. Nella stessa collezione si trova un vaso coperto di forma cilindrica, di porcellana, datata al XIX secolo, colorato d'oro, rosso e lillà pallido con un busto d'uomo incorniciato da serpenti, di ancore e da un caduceo con due ali. Il nome, questa volta, è precisato: Galeno (figura 2). Due vasi della stessa serie con busti designati come Galeno e Ippocrate, conservati in una collezione privata, sono riprodotti in un'opera di Thomann [12]; le iscrizioni per i prodotti sono MANNEen LARM: e POM:CAMPH: (pomata canforata).

Due medici illustri del mondo arabo, Avicenna e Mesuè, figurano su molti vasi (figure 3, 4 e 5). Il turbante di Avicenna sull'albarello che reca l'iscrizione loch de pino e quello di Mesuè sono trattati in modo un po' fantasioso, sormontati come sono da una protuberanza di forma cilindrica. L'albarello con l'effigie di Mesuè è di provenienza palermitana. A questo proposito, segnaliamo che nell'antica collezione Scalea, a Palermo, si trovava un albarello siciliano di forma e decorazione quasi identiche a quello della figura 4, ma recante l'effige di Giovanni Aloisio Garillo, aromatario rinomato di Palermo deceduto nel 1590 [13].

Esculapio (Asclepios), dio greco delle scienze mediche, è anch'egli rappresentato su alcuni va si da farmacia con i suoi propri emblemi. Su un vaso di Montpellier, regge il famoso “bastone di Esculapio” raffigurato fedelmente ed è accompagnato da un gallo [figura 6] [14], mentre su un albarello di Castelli il suo bastone possiede un aspetto singolare e sembra reggere il serpente con la mano sinistra! [figura 7].

 

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Figura 5. Albarello con l'effigie di Avicenna,

Maiolica probabilmente di Faenza, Seconda metà del XVI secolo, Londra, collezione R.E.A. Drey

 

 

 

 

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Figura 6. Vaso per Teriaca con effigie di Esculapio

Maiolica di Montpellier, 1700 circa Sèvres, Museo nazionale di ceramica.

 

 

 

 

 

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Figura 7. Albarello con effigie di Esculapio

Maiolica di Castelli, XVIII secolo Ecouen, Museo del Rinascimento.

 

 

 

Alla lista dei grandi medici del passato rappresentati sui vasi da farmacia evidenziata da questo studio mancano molti nomi. Forse qualche lettore ci fornirà degli esempi di recipienti con l'effigie di Dioscoride [15], di Rhazes, di Nicola di Salerno e di altri ancora.

 

 

NOTE

 

[1] Laura Campanile, I vasi di farmacia, Milano, 1973, tavola 34.

[2] J. Chompret, Répertoire de la majolique italienne, Parigi, 1949, vol. 2, figura 585.

[3] Jeanne Giacomotti, Catalogue des majoliques des musées nationaux, Parigi, 1974, n° 961.

[4] Bernard Rackham, Islamic Potery and Italian Maiolica: Illustrated Catalogue of a Private Collection, London, 1959, n° 303, tavola 132 A.

[5] Rackham, Op. cit., n° 305, tavola 132 B. Louis Cotinat, Les prestigieuses faïences pharmaceutiques de la vente Add, in: Revue d'Histoire de la Pharmacie, XVIII anno, 1966-1967, p. 474-475, n° 15.

[6] Giacomotti, Op. cit., n° 963.

[7] Giuseppe Morazzoni, La Maiolica Antica Veneta, Milano, 1955, tavola 41, Giacomotii, Op. cit.,nn. 960, 962.

[8] Luigi Zauli Naldi, Recenti acquisti al museo, in Faenza, XLII, 1956, p. 123-126, tavola LXIV, figura c.

[9] A. V. B. Norman, Wallace Collection, Catalogue of Ceramics, vol. 1, London, 1976, p. 121, 122.

[10] A. Lothian, Saints of Drug jars, in Chemist and Druggist, CLIX, 1953, p. 598-603; Helgener påapotekskrukker, in Archiv for Pharmaci og Chemi, LX, 1953, p. 1009-1020.

[11] J. Chompret, Les Faïences françaises primitives d'après les apothicaireries hospitalières, Paris, 1946, tavola 3, fig. A, fig. 123, 128, 131, 133, 144, 145, 148-151, 153, 154. Jean Thuile, Les pots de pharmacie à l'exposition de l'ancienne faïence de Monpelliers du Musée Fabre, in Revue d'Histoire de la Pharmacie, XVI, 1963, p. 129-132, 204-207, tavola XI, XII, XXIV.

[12] Hans E. Thomann, Die “Roche”- Apotheken-Fayencen-Sammlung, in Keramik-Freunde der Schweiz, n° 58-59, 1962, tavola 32.

[13] Antonio Ragona, La maiolica siciliana dalle origini all'Ottocento, Palermo, 1975, fig. 28 e pag. 61, 329.

[14] Ci si ricorderà che il sacrificio di un gallo ad Esculapio è evocato nelle ultime parole di Socrate al suo amico Critone.

 

[15] Nell'opera Les pots de pharmacies. Paris e l'Ile-de-France, Parigi, 1981, p. 196, gli autori H. P. Fourest e P. N. Sainte-Fare-Garnot, fanno menzione di vasi di officina del XIX secolo in porcellana dura con ritratti di Plinio e dioscoride.

 

 

LINK:

Portraits de médecin anciens sur des vases de pharmacie

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Published by Massimo - in Arte e scienza
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