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31 gennaio 2012 2 31 /01 /gennaio /2012 14:15

Storia della farmacia e dei farmacisti 

 

appo i principali popoli del mondo

 

kernot_frontespizio.jpg

 

 

 

PARTE PRIMA


LA SCIENZA FARMACEUTICA PRESSO GLI ANTICHI

 

 
 

Je jure et promets devant Dieu.
De donner aide et secours indifféremment
à tous ceux qui m’emploieraient, et finale-
ment de ne tenir aucune mauvaise et vieille
drogue dans ma boutique.

(Antico giuramento de’ farmacisti)


 

CAPITOLO 1

ORIGINE DELLA FARMACIA - PRIME SCOPERTE.

kernot-Adamo-EvaChi potrebbe con precisione assegnare l’epoca in cui nacque la farmacia? Dacché il peccato originale scaricò sul seme di Adamo i mali inseparabili dalla umana corrotta natura, nacque il bisogno di ricercare i mezzi di debellare que’ disordini, a cui la debole organizzazione dell’uomo è soggetta.

kernot-uomo-selvatico.jpgQuelli che hanno per sistema il denigrar sempre la più nobile fattura di Dio dicono che dal momento in cui furono due uomini nel mondo, l’uno dovette essere ingannatore e l’altro ingannato, ovvero che ambedue si studiassero d’ingannarsi a vicenda. Noi invece siam di parere che la carità o l’amor fraterno fosse il primo sentimento a sorgere e sviluppare nell’uman cuore, e che la prima sofferenza fosse il richiamo delle più amorose cure.

Egli sembra che ne’ primissimi tempi dell’uomo la medicina e la farmacia non fossero, diremmo, che quasi istintive; dappoiché, se il bruto ritrova nei suoi istinti di conservazione i rimedii atti a fugare le sue malattie, quanto maggiormente questi provvidi istinti dovettero svilupparsi nell’uomo, chiamato ad alti e nobili destini, e dotato di sì mirabile intelligenza!

kernot_Egypt.jpgFurono primamente gl’istinti di conservazione e poscia le tradizioni di famiglia quelli che gittarono le fondamenta della scienza della guarigione.

 

È indubitato che tra i primi rimedii a cui l'uomo si appigliò per guarire da' mali che il travagliavano furono le erbe e le piante, ricca e mirabile farmacia spiegata su tutta la faccia della terra.

imhotep.jpgE, naturalmente, i primi semi della farmacia han dovuto germogliare sul suolo d’Oriente, in quelle contrade così fertili di profumi, di aromatiche piante, di resine salutari. E, perciocché l’Oriente è la culla del genere umano, dovette naturalmente essere eziandio quella della farmacia; tanto più che antiche tradizioni ci dipingono gli abitanti delle regioni orientali come quelli che seppero temperare e calmare le ardenti allucinazioni del delirio.


Vasi-canopi.jpgÈ d’uopo trasportarsi nell’Egitto per assistere ai primi albori della scienza farmaceutica. Di ciò fanno testimonianza non pochi fatti, che ricorderemo. Ma innanzi tutto è necessario far notare che appo gli Egizi la longevità era tenuta come indizio di buona e costumata vita, mostrando con ciò che le intemperanze e gli altri vizii son quelli appunto che abbreviano il corso della umana esistenza. Il re Osimandia aveva fatto apporre, al sommo dell’ uscio della Biblioteca del suo vasto e splendido palagio, queste parole: Farmacia dell’anima. Le quali dimostrano non solo come quel monarca intendesse bene il valore de’ libri e l’utilità morale che se ne cava, ma bensì che il tropo farmacia, preso in significato morale, supponeva già la cognizione dell’arte farmaceutica per la guarigione delle malattie fisiche.

Naturalishistoria.jpgPlinio l’antico e Clemente d’Alessandria narrano che gli Egizi avevano appreso dai maghi l’arte di apparecchiare i medicamenti. È noto che la parola mago avea appo gli orientali una estesa e svariata significazione; e per essa intendevansi non solo gl’incantatori ma i dotti e i sapienti; in guisa che ben può darsi che i due citati autori attribuiscano ai dotti e sapienti piuttosto che agli incantatori la invenzione dell’arte di preparare i rimedii.

Clemente_d-Alessandria.jpgVuolsi che gli Egizi usassero il sale cirenario, vale a dire il cloridrato d’ammoniaco, il  litargirio e  l'allume contro i furungoli, le ulceri, le oftalmie. Plinio dice altresì che eglino componevano, con certe erbe, alcune bevande purgative.

mummia.jpgDove mancasse ogni altro argomento a dimostrare che la proprietà di certe sostanze medicamentose non dovea essere ignota a questo antico popolo, basterebbe il fatto delle imbalsamazioni, per cui vennero gli Egizi in tanta fama. Le mummie si vendevano a prezzi esorbitanti; ma l’arte di prepararle era pressoché un privilegio de’ sacerdoti , i quali la rivestivano con quel mistero onde coprivano tutte le operazioni che facevano nel fondo de’ loro tempi. Di ciò parleremo in appresso.

fegato-epoca-babilonese.jpgNé la composizione di un gran numero di rimedii era ignota agli Indiani ed agli Assirii. Il filosofo Democrito, che vivea trecento anni prima dell’era volgare, dopo aver fatto, nella grave età di 95 anni, un viaggio presso gli adoratori d’Iside, visitò i preti della Caldea e i sapienti della Persia, e da queste remote regioni riportò alcune formole farmaceutiche, di cui non poco si giovò in appresso la greca medicina.


Egypt-and-Practise-of-Medicine.jpgL’oscurità de’ tempi che precedettero l’era volgare annebbia un lungo periodo in cui si va a tentoni alla ricerca di fatti storici, che il più delle volte si perdono nel regno della favola. Laonde, non potendo in questa opera intrattenerci molto su queste prime epoche del mondo, in quanto a notizie che risguardino la farmacopea, noi sorvoleremo su questi tempi, in cui d’altra parte non troviamo nessun nome intorno al quale raccogliere elementi al nostro proposito. Lasciando dunque da banda la nebulosa remota antichità, noi verremo ad una epoca non cosi lontana, in cui non ci sarà difficile precisare con maggiore esattezza i fatti.

 

E primamente, è da osservare che in origine ci sembra che la medicina, la chirurgia e la farmacia non formassero che una sola professione, come leggiamo nel Pasquier: "In quel tempo, la professione di medico consisteva nell’esercizio di tre punti, cioè: 1° a dar consigli secondo i precetti dell'arte, per le malattie interne del corpo umano; 2° alle unzioni pei morbi esterni; 3° nella preparazione delle bevande e de' medicamenti. Voglio dire che uno era medico, chirurgo e farmacista ad un tempo".

Così eran le cose appo gli Ebrei, gli Egizi, i Babilonesi, i Persiani, i Macedoni e i Greci. Non erano soltanto i medici quelli che si occupavano di farmaceutica; ma eziandio i patriarchi, i profeti, i principi ed i re erano versati in questa scienza.

 

Verso gli anni 1990 e 1880 avanti G. C., sotto i patriarchi Abramo e Giacobbe, circolavano già nello Egitto non pochi mercadanti Ismaeliti, che interrogavano gli ammalati su le sofferenze che questi aveano, e vendeano loro aromi, gomma, ambra, balsamo e mirra. A giusto titolo questi mercadanti poteano domandarsi farmacisti ambulanti.

Troviamo nel Libro de' Profeti che Salomone scrisse parecchie formole farmaceutiche, che il re Ezechia suo pronipote distrusse, affinché Dio non venisse offeso da’ maleficii in cui erano stati convertiti i segreti salutari del suo bisavolo.

Leggiamo che Geremia profeta adoperava una medicina molto attiva ed eccitante; e 200 anni di poi Isaia adoperava olio e i fichi per guarire le piaghe.

Nella Persia, Cambise facea da sé stesso gli unguenti e ne facea traffico col re di Egitto. E i re macedoni si esercitavano nell’arte delle preparazioni farmaceutiche.

 

Percorrendo la storia de’ tempi eroici della Grecia, troviamo un fatto assai degno di attenzione, cioè che il medico Melampo guariva coll’elleboro nero, domandato però Melampodium, la follìa furibonda nelle donne, ovvero la erotomania, terribile malattia, i cui casi non sono, per lieta ventura, assai frequenti. Con tal medicina il Melampo guarì le figlie di Preto, re d’Argo.

Troviamo la prima ambulanza stabilita sotto le mura di Troja, nella famosa guerra cantata da Omero e celebrata da tutt’i poeti dell’antichità. Questa prima ambulanza fu formata da’ due figliuoli di Esculapio, Macaone e Podalirio, i quali apparecchiavano e recavano secoloro tutt’i medicamenti necessarii a’ guerrieri. Macaone curò la piaga di Menelao e l’ ulcera infetta che Filottete aveva al piede. Patroclo, per estrarre un dardo dalla coscia di Eripilo, stagnò il sangue con una radice tritata e nota a lui soltanto.

Il cantore di Achille nomina altri medici-farmacisti che, coll’opera loro e colle droghe da essi ritrovate, curavano gl’infermi nel tempo in cui durò quel lungo assedio e i feriti nel tempo della battaglia.

La prima nozione d’una specie di bottega da farmacia, la troviamo nella Persia antica, 522 anni prima dell’era cristiana.

Democede, di Crotone, compose gli unguenti che egli applicava sul cancro d'una mammella di Atossa, moglie di Dario e figliuola di Ciro. Questo Democede avea raccolti in una stanza tutti gli empiastri e tutte le preparazioni per uso esterno ed interno. Questa stanza nomavasi Iatrion. Fu, per quanto ci è dato conoscere, la prima bottega da farmacista che si fosse stabilita.

Lo stesso Iatrion troviamo in Grecia, nel secolo di Pericle, 1160 anni avanti l’èra cristiana, e il troviamo mentovato in una commedia di Aristofane, dove si narra la storia d’un certo Lamaco che, ferito alla gamba, era stato trasportato nell’Iatrion del medico Pittalo, appo il quale (leggesi nell’altra commedia dello stesso autore Le Vespe) fu anche menato un sibarita colpito in sul capo.

Ma eccoci a Ippocrate, al grande Ippocrate, che diede il suo nome all’arte salutare, e che da circa ventitré secoli detta ancora i suoi sublimi aforismi a’ figliuoli del progresso ed al genio scientifico che segnala i tempi nostri.

Il grand’uomo, benché fosse molto sobrio in preparazioni medicinali, componea pur tuttavia da sé medesimo i medicamenti , ed egli stesso recavali ai suoi ammalati.

Leggiamo nel Myrouël: “È stata la chirurgia quella parte della medicina che fu trovata la prima; ma dopo la venuta d’Ippocrate, che trovò la medicina dommatica e razionale, la chirurgia fu compresa nella medicina; ed Ippocrate fu medico, chirurgo e farmacopolo, il quale coglieva da sé stesso le erbe e le altre medicine, e le applicava agli infermi, avvegnaché ei fosse signore e principe”.

Cinquant’anni dopo d’Ippocrate, Aristotile, ancora giovine, esercitò la farmacia per sottrarsi alla miseria. La Scuola di Alessandria si aprì l’anno 320 prima dell’era cristiana. Non grandi progressi fecero in questa scuola le scienze farmaceutiche, benché in essa soltanto si potessero attignere cognizioni di alcuna importanza. A questa scuola appartennero i due celebri medici farmacisti Erasistrato ed Erofilo.

Diremo poche cose sull’uno e sull’altro di questi due famosi greci , i cui nomi si congiungono a non poche importanti scoperte fatte in quell’aurora della scienza medico-farmaceutica.

Aveva il primo seguito le lezioni di Teofrasto, il quale aveva attinto nelle scuole egiziane gli elementi della sua botanica medica. Visse nella corte di Seleuco Nicànore, re di Siria; ed è noto che egli scoprì di che malattia fosse preso Antioco, figlio di questo principe, appassionatamente innamorato di Stratonice; ed é noto altresì che, la mercé della sua valentia, riuscì a guarire il giovine principe dalla passione che il travagliava.

Pare che Erasistrato fosse stato il primo a semplificare l’uso dei farmachi, di cui già si faceva dagli altri medici un deplorabile abuso. Fece segnatamente la guerra agli antidoti ed a quelle composizioni dette reali, che i medici dei suoi tempi chiamavano la mano degli dei (manus deorum). Vuolsi che egli scrivesse un’opera su i veleni.

Erofilo di Calcedonia, professò sull’ uso dei medicamenti una dottrina affatto opposta a quella di Erasistrato, perocché egli adoperava molto elleboro ed attribuiva alle sostanze vegetali efficaci proprietà. Al converso di Erasistrato, egli era partigiano dei rimedii addimandati la mano degli dei purché fossero convenientemente adoperati. E sembra che contro lui in ispezialità fossero dirette su tale oggetto le vivaci diatribe del discepolo di Teofrasto.

Celebrati furono alcuni discepoli di Erofilo, tra i quali facciamo menzione di Endemo, che compose una teriaca, la cui formola fu conservata da Galieno. Questa composizione, descritta in versi, era stata scolpita sulle porte del tempio di Esculapio. Non vogliamo trascurare di ricordare che Erofilo visse nel quarto secolo innanzi dell’era cristiana, come pure Erasistrato.


 

 

LINK all'opera originale: 

Storia della farmacia e dei farmacisti, 1871

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Published by Massimo - in Farmacologia
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  • : Storia della scienza medico farmacologica
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  • : Storia dell'arte medica e farmacologica di tutte le culture e tempi in relazione alle conoscenze tecniche e scientifiche delle rispettive epoche.
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