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10 giugno 2011 5 10 /06 /giugno /2011 14:33

 

 

Gli spettatori nelle pitture antiche

 

IlCavadenti_Gerrit-Van-Honthorst.jpg rappresentanti scene dentistiche


di Pierre BARON


 

 Per i periodi anteriori alla fotografia ed al cinema, non abbiamo a nostra disposizione che le arti grafiche che ci permettono di visualizzare le scene dentistiche. Lo studio dettagliato delle miniature, pitture, disegni ed incisioni rappresentanti delle scene dentarie non cessa di darci delle preziose insegnamenti, i soli potremmo dire, su ciò che potevano essere le condizioni del lavoro del dentista, e cioè sul suo ambiente immediato. Si deve, tuttavia, fare una piccola riserva su ciò che riguarda il realismo di queste scene tenendo conto dell'interpretazione artistica, se ve ne è una, e della volontà del pittore di far passare alcuni messaggi attraverso dei simboli spesso difficili a decifrare. Quest'ultimo punto concerne soprattutto i pittori fiamminghi e olandesi del XVII secolo, che hanno dipinto un gran numero di scene del genere, e, tra di esse, delle scene scientifiche, mediche e dentistiche.

 

 

Uno spettatore di scelta: la assistente o l'assistente

 

Lo spettatore più vicino alla coppia pratico-paziente è, senza alcun dubbio, la assistente o l'assistente. Colui o colei che è nella prima fila degli spettatori, testimone privilegiato di ciò che si fa e di ciò che si dice.

 

La prima rappresentazione di un assitente è particolarmente antica, poiché data al IX-X secolo. È una miniatura che fa parte del Codex Nicetas (Ms Laur Plut 74.7 c f° 198 v° ) conservato alla Biblioteca Medicea Laurentiana a Firenze.

 

 

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Un assistente aiuta il pratico a ridurre una lussazione temporo-mandibolare reggendo la testa del paziente.

 

Duecento anni dopo, e cioè verso il 1100-1200, nel XII secolo), una miniatura di Ruggero da Fruggardo che illustra la sua Chirurgia (Ms O. 1. 20) conservata alla Master and Fellows of Trinity College Library à Cambridge, ci mostra l'aiuto, che è un monacaccio, mentre sta attizzando il fuoco con un mantice per far scaldare i cauteri.

 

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Il trattamento di certe patologie dentarie attraverso la cauterizzazione era molto in voga durante quest'epoca. Vediamo a sinistra il pratico seduto, mentre regge dei cauteri.

 

È in un manoscritto di Rolando da Parma che data della fine del XIII secolo e che si ispira esso stesso a Ruggiero da Palermo (1180), intitolato Cyrurgia e conservato alla Biblioteca Casatanense di Roma (Ms 1382) che troviamo una miniatura (f° 19 r°) che ci mostra un'altra riduzione di lussazione temporo-mandibolare.

 

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Qui la assistente regge dei panni che servono ad effettuare il bendaggio di contenzione. Essa mostra l'aspetto di compatire la sofferenza del paziente. Il pratico e la paziente sono delle donne.

 

Per il XV secolo, abbiamo selezionato diverse rappresentazioni dell'assistente o della assistente: innanzitutto vediamo un disegno ad illustrazione di un manoscritto tedesco datante al 1467.

 

 

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Questo manoscritto è conservato alla Landesbibliothek di Stoccarda (Cod. Poet. 2°2) e ci mostra un pratico mentre estrae un dente ad un paziente. Il pratico, di aspetto orientale con la sua cuffia, è perfettamente posizionato. Egli è aiutato da una assistente che regge il paziente per la mano e la spalla.

 

Del XV secolo anch'esso, un disegno ad illustrazione di un'opera celebre il Châh–Namé (Il libro dei Re) di Abu’l Qasim Firdusi (930-1020).

 

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Questo manoscritto persiano (Ms suppl. persan 443) è conservato alla BNF (Bibliothèque Nationale de France). Il disegno (f° 363 v°) ci mostra un pratico, seduto dietro il paziente sdraiato (posizione descritta dai medici arabi e che si è perpetuata  sino all'inizio del XX secolo), mentre sta estraendo un dente ed è aiutato da due assistenti. Uno, a sinistra attizza il fuoco con un mantice, e l'altro, a destra, regge con una pinza il fuoco vicino al pratico.

 

Della stessa epoca, Charaf-ed-Din (1404-1468) ci ha lasciato la sua famosa Chirurgia degli Ilkhani, scritta ed illustrata da lui nel 1465-1466. Questo manoscritto (Ms suppl. turc 693 LI) è conservato alla BNF (Bibliothèque Nationale de France). Numerosi disegni possono illustrare la nostra affermazione, ne abbiamo però scelto uno soltanto: un'estrazione dentaria (capitolo 20 f° 80 v°).

 

 


 

 

 

Il pratico è di fronte al paziente e l'assistente dietro e gli regge la testa.

 

 

 

 

Affrontiamo ora il XVII secolo e le sue numerose rappresentazioni di scene dentistiche.

 

 

Adriaen van Ostade (1610-1685), pittore olandese, ci ha lasciato questa scena d'interno datata verso il 1630-1635 e conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

 

 

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Il pratico, posto dietro il paziente, gli sta estraendo un dente, mentre il piccolo assistente regge un piatto assistendo anch'egli alla scena. Vi sono alcuni spettatori in secondo piano, forse la famiglia del paziente ed un altro appoggiato su un lungo baston, guarda attentamente il lavoro del pratico.

 

 

 

 

Gerrit van Honthorst (1590-1659), pittore olandese ha lasciato numerose scene di genere, è un adepto di Caravaggio e di altri pittori olandesi chiamati i "Caravaggeschi del Nord". Quest'estrazione dentistica è firmata e datata 1622. Il dipinto è conservato allo Staatlische Kunstammlungen di Dresda.


 

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L’assistente regge una candela per illuminare il campo di lavoro. Il pratico è posto dietro il paziente mentre gli spettatori, molto interessati si trovano sul davanti. Joos van Craesbeck (1608- circa 1654/1662) è un pittore fiammingo.

 

 

 

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Ci mostra qui, conservato in una collezione privata, l'interno di un barbiere-chirurgo. Il pratico si è posto dietro la paziente seduta al suolo. Compie un'estrazione mentre un aiutante regge la mano della paziente tenendo fisso lo sguardo sulla bocca di quest'ultima.

 


Esaminiamo ora questo superbo disegno a penna e matita di Lambert Doomer (1623-1700) conservato all'Ashmolean Museum ad Oxford.

 

 

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Questo disegno olandese è notevole, non soltanto per le sue eccezionali qualità artistiche, ma anche per la perfetta posizione ergonomica del pratico in rapporto al paziente ed all'assistente che regge una fiaschetta, tutti riparati da un parasole. Numerosi spettatori assistono alla scena, mentre altri sono interessati allo spidocchiamento praticato da una scimmia, altro aiuto del pratico, su di un uomo.

 

 

 

Questo quadro dipinto da Jan Miense Molenaer, olandese, (1610-1668) rappresenta un dentista, conservato all'Anton Ulrich Museum di Brunswick, ci mostra un vero ciarlatano che ha l'aria di simulare una cura dentistica.

 

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Il suo accolito, per confermare l'intenzione dell'autore che è di mostrare la disonesta dei ciarlatani, ha un aspetto astuto, beffardo, di uno che è piuttosto un complice piuttosto che un assistente. Tra gli spettatori interessati alla scena c'è una dama che ha le mani giunte, perché compatisce il dolore del paziente che sta tra le mani del ciarlatano. Questa dama si sta facendo rubare da un ladro, forse un altro accolito: le sta rubando i suoi volatili dal suo paniere.

 

 

 

 

Del XIX secolo possiamo esaminare questa pittura di S. Cox, pittore britannico, conservata alla biblioteca del Wellcome Institute a Londra.


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L’assistente regge la testa del paziente mentre il dentista lavora. Due spettatori stanno presso l'ingresso del gabinetto, alcuni metri più in là.

 

 

 

Del XX secolo considereremo soltanto questo dipinto eseguito da Edouard Tytgat (1879-1957): è firmata e datata 1930, e fa parte di una collezione privata.

 

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L’assistente, porta un grembiule ed una cuffia bianca, come il camice del dentista, è posta accanto al paziente e lo sostiene. È in questa rappresentazione una spettatrice molto vicina al lavoro del pratico.

 

 

È con questo quadro di Tytgat che possiamo chiudere il capitolo dell'assistente o assistente-testimone privilegiato più vicino al lavoro del dentista. Ora andremo a vedere altre scene dentistiche dove non tratteremo più dell'assistente o della assistente ma di altri spettatori. Questi ultimi possono essere numerosi, soprattutto quando il dentista ambulante ha montato dei cavalletti su una piazza di mercato o in una fiera, e che su questi cavalletti dei buffoni o degli attorucoli impiegati dal dentista, che recitano qualche breve improvvisazione teatrale o qualche scenetta per attirare i clienti. Quando la scena si svolge all'interno, gli spettatori sono più ristretti.

 

 

Scene d'interno

 

Prendiamo alcuni esempi di pitture di scene dentistiche d'interno, e per cominciare questo quadro di Egbert van Heemkerck (1634-1704), pittore fiammingo. Questo quadro è conservato al Museo delle Belle Arti di Gand.


 

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La scena si svolge nella sala comune di lavoro di un barbiere e di un chirurgo. Oltre ai due pratici si trovano quindici persone. Un uomo si fa la barba sul fondo della bottega, mentre un altro in primo piano si fa curare, il pratico asciuga la guancia del paziente sulla quale si vede un po' di sangue. È probabile che l'estrazione di un dente sia stata appena compiuta. Alcuni spettatori stanno attenti, altri probabilmente aspettano il loro turno guardando il pratico al lavoro.

 

 

Il dipinto di Theodore Rombouts (1597-1637) è molto celebre. Questo pittore fiammingo ci ha lasciato, lui o i suoi allievi, numerose versioni di questa scena. Esiste anche un gran numero di copie antiche. Questa versione è una delle due migliori: è conservata al Museo delle Belle Arti di Gand, l’altra al Museo del Prado a Madrid.

 

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Sei spettatori assistono alla scena, di cui due hanno un atteggiamento che mostra che essi sono particolarmente interessati all'estrazione praticata dal ciarlatano: a sinistra in primo piano un uomo appoggiato sul suo bastone regge i suoi occhiali sul naso per meglio vedere, e l'altro, più giovane, è appoggiato sulla tavola in cui sono collocati gli strumenti e le fiale, anch'essi con aria molto interessata. I due uomini che stanno a destra del ciarlatano parlano, come si può vedere, dei loro denti.

 

Gerrit van Honthorst (1590-1659), pittore fiammingo di cui abbiamo visto poco prima una pittura, ci ha lasciato un'altra scena dentistica. Questo dipinto è conservato al Museo del Louvre a Parigi.

 

 

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Vi sono qui quattro spettatori, tra cui un ladro. A questo proposito bisogna ricordare che la presenza di questo ladro, relativamente frequente in questo genere di scena potrebbe avere un valore simbolico, come la presenza della scimmia. Entrambi sono astuti e ladri: è un modo per avvertire la folla di diffidare del ciarlatano, egli stesso astuto e ladro. Qui c'è un altro simbolo di questo tipo: il falso diploma con i suoi sigilli. Attenzione non lasciatevi sedurre dalle apparenze.

 


Scene di esterni

 

Già un secolo prima, Pieter Bruegel il Vecchio (1525/1530-1569), pittore Fiammingo, ci aveva mostrato un ladro in azione. Si tratta di una scena d'esterno intitolata Il Cristo caccia i mercanti del Tempio, e datata 1556. Essa è conservata alllo Statensmuseum for Kunst a Copenhagen.

 

 

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Vi è in questa scena a sinistra il dentista con alcuni spettatori tra cui un ladro in azione, la mano nella borsa di una donna.

 

 

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Passiamo ora ad altre scene d'esterno, e cominciamo con una di Jan Victors (1620-1674), Olandese. Questo dipinto firmato e datato 1654 è conservato al Rijksmuseum di Amsterdam.

 

 

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Questo dipinto di Jan Steen (1625-1679), anch'egli Olandese, data al 1651 ed è conservato al Mauritshuis all'Aia: come abbiamo già visto un a donna presenta le mani giunte in segno di preghiera.

 

 

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Ancora una spettatrice con le mani giunte nel quadro dell'Olandese Andries Both (1612/1613-1641). Questo quadro esiste in diverse versioni: quest'ultimo appartiene ad una collezione privata.

 

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Peter Jansz Quast (1606-1647), altro Olandese ci mostra qui un dentista installato su dei cavalletti. Questo dipinto è conservato nei Musei Comunali di Verviers.

 

 

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Alcuni spettatori assistono a questa scena nella quale il pittore a introdotto tre simboli: il falso diploma , la scimmia e la civetta. Ricordiamo che la civetta (o il gufo) è il simbolo dell'ingannato- in questo caso il paziente. Il proverbio olandese utilizzato dice: "Cosa importano la candela e gli occhiali se il gufo non può ne vuole vedere".

 

Durante il XVIII secolo questo genere di scene diventa sempre più raro. Pietro Longhi (1702-1785), pittore italiano ci ha lasciato una scena dentistica conservata al Museo Brera a Milano.

 

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È una scena di carnevale nella quale gli spettatori sono mascherati e travestiti.

 

 

Scene di esterni teatrali

 

Per finire vedremo ora dei dipinti con dei dentisti ambulanti che hanno montato dei cavalletti sui quali esseguono delle evoluzioni dei buffoni o degli attorucoli che recitano alcune scene o parodie per attirare la folla.

 

La più antica è della fine del XVII secolo. Esso data al 1680 circa ed è dipinta da Gerrit Berckheide (1638-1698), pittore olandese. Esso è conservato allo Staatmuseum di Colonia.

 

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Esso ci mostra una vera scena teatrale con alcuni attori su dei cavallletti montati in aperta campagna. Una folla di spettatori assiste allo spettacolo ed alla cura dentistica.

 

 

All'inizio del XVIII secolo Balthazar van den Bossche (1681-1715) ci ha lasciato questa scena datata al 1710, conservata ai Musei Reali delle Belle Arti del Belgio a Bruxelles ed intitolata "Lo strappadenti sulla Grande Piazza a Bruxelles".


 

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Qui si tratta di un vero piccolo teatro che è montato al centro della Grande Piazza.

 

 

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La folla è numerosa per assistere all'evento: il dentista in abiti borghesi si tiene sul davanti della scena con nell amano una fiala o un dente. Alla sua destra, un altro personaggio fa un inchino alla folla riunita davanti alla ribalta, mentre regge in mano un oggetto poco identificabile. Alla sua sinistra un arlecchino mascherato, tira il sipario per far apparire il preparatore di droghe o di elisir.

 

Dell'inizio del XVIII secolo anche questa scena dipinta dal fiammingo Peter Angillis (1685-1734) e conservata in una collezione privata: vi sono delle tavole posate su quattro botti e la scena stessa è circondata da passanti.

 

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Un dentista sta operando un paziente seduto su un ripiano, in piedi dietro quest'ultimo. Alla sua sinistra un uomo ben vestito arringa alla folla mostrando il falso diploma, con ai suoi lati un cofano di fiale destinate ad essere vendute. Alla destra del dentista un attore che mima il dolore del paziente. La scena è particolarmente animata con i bambini, i mercanti di volatili, un pellegrino in partenza per San Giacomno di Compostella, dei monaci ed una coppia di borghesi.

 

Altra testimonianza di questi ambulanti: la scena dipinta dall'Italiano Faustino Bocchi (1659-1742). Essa fa parte di una collezione privata.

 

 

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Qui c'è una particolarità: tutti i personaggi sono dei nani. Due altri pittori italiani del XVIII secolo ci hanno lasciato delle scene dentistiche che posso illustrare le nostre affermazioni. Il primo dipinto è di Giandomenico Tiepolo (1727-1804). È firmata e datata 1754 esi trova al Museo del Louvre a Parigi.

 

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Questa scena di carnevale è anch'essa dotata di cavalletti sui quali si esibiscono delle attrici e degli attori in costumi. Numerosi spettatori travestiti assistono allo spettacolo. La seconda è di Michele Granieri (attivo a Torino verso il 1770 e morto nel 1778). Questo quadro è conservato al Museo Civico di Torino.


 

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Qui non ci sono attori ma il modo in cui i cavalletti sono montati evoca un teratro. Degli spettatori assistono alla scena. Vedremo ora un molto bel dipinto eseguito dal pittore Fiammingo Léonard Defrance (1735-1805). Questo quadro è di una collezione privata.

 

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Ciò accade in una città, i cavalletti sono addossati ad una casa. Il dentista, riccamente vestito, mostra al pubblico un dente che ha appena estratto, probabilmente all agiovane seduta di fianco. Quest'ultima ha l'aria molto calma e discute con un giovane disteso sul ventre su di una tavola. Sullo sfondo un personaggio travestito.

 

Un'altra scena della fine del XVIII secolo, interessante da vedere, è francese, dipinta da François Watteau detto Watteau de Lille (1758-1823), collezione privata.

 

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 È Arlecchino che opera e Pierrot lo sfortunato paziente che ha l'aria di soffrire: ha l'atteggiamento tipico che i pittori in larga maggioranza, hanno raffigurato, e cioè un braccio in aria (segno di difesa) ed un piede che non poggi al suolo (segno di dolore). Una bella dama, molto ben vestita, con un bello scollo ed un grande cappello retto con la destra, ed un signore, quasi calvo, si interessa da molto vicino a Pierrot (cosa fa esattamente?). Sullo sfondo un altro Arlecchino, con la cappa, chiacchiera con una giovane, mentre un donna più anziana sta dietro il sipario accostato. I treppiedi sono ricoperti di tessuto e la scena stessa costituisce la scalinata di una casa di cui una porta s'apre sulla scena.

 

Infine, un'acquarello di J. A. Langendijk pittore olandese (1780-1818), collezione privata, ci mostra ancor meglio quest'atmosfera da fiera in cui il dentista ha il suo posto su una scena teatrale.

 

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Siamo agli inizi del XIX secolo. La folla è molto numerosa ed ognuno è occupato a fare delle compere o anche a parlare con altri. Ma una grande parte del pubblico è rivolta verso il dentista che opera un paziente. Un attore travestito regge con la mano destra la mano del paziente che soffre e con l'altra una tromba sull aquale egli soffia, sia per coprire le grida di colui che soffre sia per attirare la folla. Alla sinistra di questo gruppo un altro attore travestito ha l'aria di soffiare del fumo. Una scimmia si regge su un ripiano alto china sul davanti della scena. I sipari sono aperti e retti da tavole decorate, sul frontone dei quali si può leggere il nome del dentista.

 

 

Conclusione

Più vicino ai nostri tempi, possiamo vedere su questa incisione della fine del XIX secolo di Léon Tynaire (1861- ?), proveniente dal Museo Nazionale dell'Educazione del Mont Saint Aignan, una sala della Scuola Dentistica di Parigi in cui l'insegnante è l'unico spettatore, perché dà dei consigli alla studentessa.


 

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All'inizio del XX secolo c'erano ancora dei dentisti ambulanti che operavano per le strade: alcune fotografie, ben note, di dentisti parigini delle strade, sono le ultime testimonianze di queste scene oggi sparite dai paesi moderni. Ma numerosi sono coloro che hanno assistito a queste scene dentistiche all'aperto nei paesi del terzo mondo, che possono ancora testimoniare del loro legame diretto con i quadri che abbiamo visto. Ai nostri giorni, nei paesi moderni, non vi sono cure per le strade ed i pazienti preferiscono la discrezione, fatta eccezione delle facoltà e scuole dentistiche.


 

Pierre Baron

 

 

 

 

LINK al post originale:

 

Les spectateurs dans les peintures anciennes représentant des Scènes dentaires

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Published by Massimo - in Arte e scienza
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