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26 ottobre 2012 5 26 /10 /ottobre /2012 07:00

Clysterium


Storia del clistere

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 L'apotecario della "Commedia dell'arte" di Maurice Sand.





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Il clistere alla candela, dipinto del XVIII secolo.

 

 

 

 

di E.-H. Guitard


 

 

 

blasoni.png   Blasoni di apotecari con la siringa a clistere come simbolo, XVII secolo


 

 


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Manifesto pubblicitario del purgativo Geraudel, fine XIX secolo.

 

 

Da Molière è questo un soggetto con cui si scherza e che non si approfondisce. La maggior parte degli autori che l'hanno trattato si sono preoccupati di far ridere creando o riportando degli aneddoti sull'operazione e le sue circostanze, ma nessuno, a nostra conoscenza si è accorto ad esempio che le apparecchiature utilizzate erano, tanto e ben altre, dalla scienza archeologica, nessuno ha descritto metodicamente l'evoluzione del più nobile di questi strumenti, la siringa; nessuno ha attirato l'attenzione su quel che chiamerò le siringhe d'arte... Occorrerebbe un grosso libro per trattarne decentemente: che mi si permetta di indicarne qui l'essenziale in poche righe.

 

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Apprendista apotecario con una siringa. Stampa di Jean-Antoine Watteau. © Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens.

 

 

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Apprendista apotecario, con la siringa in spalla. Stampa di Jean-Antoine Watteau. © Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens.

 

 

 

 

 007b.jpgApprendista apotecario reggente una siringa. Stampa di Jean-Antoine Watteau. © Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens.

 

 

Cominciamo dai tempi eroici. tutti gli storici del clistere pensano che l'idea fu data agli uomini da alcuni uccelli soprattutto l'ibis, che utilizza "il suo lungo becco montato su di un lungo collo" per inviare dell'acqua pulita nei suoi intestini quando soffre di una digestione faticosa. Il gesto in se stesso non ha nulla di sgraziato: notiamo le qualità pittoriche di questo atteggiamento.

 

Evidentemente l'uomo non poteva prendere dall'uccello che l'idea del clistere: la natura gli diceva di imitarlo servilmente. Eppure presso alcuni popoli selvaggi dell'Africa, dei lavamenti sono effettuati ancora oggi senza l'uso di alcun strumento; la mamma pulisce l'intestino di suo figlio applicando le sue labbra al posto giusto ed inviandogli così l'acqua immagazzinata in bocca. Un primo affinamento consistette nell'uso di uno stelo di canneto che si interpose tra le labbra dell'operatore e l'orefizio dell'operato. Questo sistema primitivo è descritto ironicamente in un libello del  1757 che è falsamente intitolato: Mémoires de l'Académie de la ville neuve de Nancy (Tome premier.) [Dissertazione dell'Accademia della città nuova di Nancy (Tomo primo).

 

Si trattava, lo si capisce, di ridicolizzare l'Accademia di Nancy facendo credere al pubblico che si appasionava per delle questioni di questo ordine: "Occorreva," dice l'autore di questa storica burla, "che l'operatore si fosse istruito attraverso un esercizio frequente nell'arte di trattenere il suo respiro, per timore che dopo aver svuotato i suoi polmoni e la sua bocca espirando la composizione, egli non la pompasse di nuovo con un movimento involontario... Tale fu l'arte nella sua infanzia. Lo sapete, Signori, le invenzioni più sublimi hanno avuto degli umili inizi!".

 

008.jpg Lavamento con vescica a cannula (iniziale miniata da un manoscritto del XIV secolo)

 

 

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Il Signor Purgon Medico, Le Tavernier, stampa anonima 

© Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens

 

 

 

 

 

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Georges Berr, rappresentato come medico di Molière, stampa.

 Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens

 

Un tale inconveniente non esiste più nell'apparecchio descritto da Reignier de Graaf nel 1668 e che si compone:

1° da una cannula destinata ad essere introdotta nell'intestino: è di legno, forata da piccoli buchi in cima;

2° da un tubo sottile della lunghezza di una o due aune, di materia molto flessibile;

3° da una imboccatura in legno.

 

Ciò dava già al malato la possibilità di non ricorrere all'aiuto altrui per l'operazione.

 

Ed ecco il terzo stadio: si immaginò di sopprimere l'intervento della bocca e di sostituirgli una vescica riempita con il liquido adatto. In un'opera apparsa a Rostock el 1639, Simon Pauli chiama questo strumento vesica bubula. Aggiunge che i chirurghi tedeschi avevano l'abitudine di servirsene mentre in Francia preferivano la siringa.

 

Secondo la Storia della Medicina di Feind, un chirurgo inglese avrebbe inventato verso il 1370 uno strumento a clistere assolutamente meraviglioso e il cui segreto sarebbe andato perduto. Era senz'altro un perfezionamento della vescica a cannula.

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Un'insegna del XV secolo (Museo Dobrée, a Nantes). La siringa di forma conica, doveva avere un pistone di pergamena che formava una ventosa.

 

 

 

blasoni2.pngBlasoni degli apotecari con la siringa a clistere come simbolo della professione (XVII secolo).
 

 

Ma è tempo di giungere alla nobile siringa, allo strumento molieriano. Essa era conosciuta nell'antichità, perché a Pompei è stata scoperta una vera siringa, ma di dimensioni ridotte, costruita senza dubbio per le cure da dare alle orecchie. Gli Egiziani, che secondo Erodoto lavavano i loro intestini tre volte al mese dovevano utilizzare degli strumenti di questi tipo.

 

 

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Il Signor de Pourceaugnac (Atto I, Scena 8. è seduto tra due medici: l'apotecario arriva reggendo una siringa. Stampa di Joullain, da Coypel).  © Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens.


Nella siringa di Pompei il pistone è azionato da uno stelo la cui estremità esterna, può essere manovrata comodamente, presenta la forma di una T, al contrario delle epoche moderne, l'impugnatura è costituita spesso da una palla o un pulsante cilindrico. È sotto questa forma che lo strumento è rappresentato nelle incisioni che illustrano le edizioni contemporanee del Signor Pourceaugnac e in molti quadri celebri di cui uno del grande Watteau.

 

Questa rapida enumerazione basterebbe da sola a dimostrare che la siringa ha ispirato i pittori e gli incisori. Ma c'è di meglio: alcune rappresentazioni sono esse stesse dei capolavori scolpiti. Una magnifica siringa in avorio del XVII secolo la cui impugnatura rappresenta una mano delicatamente ceselata, figurava in evidenza nelle collezioni del Signor Dr. Debat a Parigi. Se ne conoscono altre in osso scolpito o inciso, ma la maggior parte delle volte la siringa comune era costruita in stagno. In Francia questo metallo veniva fuso. In Europa centrale veniva lavorato.

 

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Cap. Cardoni. Maramao (Personaggi della Commedia italiana, che si inseguono con una siringa). Stampa di jacques Callot. © Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens.

 

 

Evidentemente nel corso dei secoli si dovette ricorrere ai buoni offici di un terzo per manovrare queste siringhe diritte. Ma ricordiamoci bene che l'apotecario fu per lunghi secoli, assolutamente estraneo a questo incarico. Durante il Medioevo sono i medici e più spesso i chirurghi barbieri che ne hanno il monopolio. A volte i medici hanno come aiutanti degli specialisti, specie di infermieri allenati a questo genere di sport. È Il caso di un pratico famoso del Borbonese che è l'eroe di una delle Cent nouvelles nouvelles [Cento nuove novelle] attribuite a Michault de Chanzy. Aveva per abitudine, qualunque malattia gli si dichiarasse, di far sempre "sbadigliare il clistere".

 

Riceve un giorno la visita di un bravo contadino che era venuto a chiedergli consiglio allo scopo di ritrovare il suo asino. Molto occupato e molto distratto. Crede il contadino ammalato e gli fa fare un lavamento dai suoi familiari. L'altro se ne va, non avendo capito nulla, ma è obbligato a fermarsi "per dare apertura al clistere, che richiedeva la chiave dei campi [clef des champs]". L'evacuazione fece un tale baccano che l'asino che brucava nei paraggi, si mise a ragliare. Il suo padrone lo udì e lo recuperò per aver ben eseguito l'ordinanza.

 

abitalmente le persone di qualità si facevano clisterizzare dai loro domestici.

 

Saint-Simon racconta che un galante cavaliere di nome Estoublon penetrò un giorno in casa della bella Signora de Brégis nel momento in cui era impegnata nell'introduzione della cannula, e poiché la dama non poteva vederlo, egli sostituì la cameriera che si era assentata per un istante. Ciò diede luogo a diversi racconti dai titoli suggestivi: L'apothicaire de qualité [L'apotecario di qualità] o Le Mousquetaire à genoux [Il Moschettiere inginocchiato]. 

 

 

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Medico. Stampa di Alfred Grevin (1880 circa). © Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens


 

016.jpgIl Signor Purgon. Stampa (anonima). © Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens

 

 

 

017.JPGLouis-Philippe salassa un operaio ammalato personificante il popolo. Il Duca di Orléans regge in mano un flacone a forma di pera recante questa iscrizione: Medicina del Re (rimedio esistito e ritenuto molto pericoloso. Il Maresciallo Lobau si appresta ad amministrare un clistere (Daumier).

 

 

Ma quanto segue non è un racconto: si sono conservati tutti gli atti di un che Etiennette Boyau, detta Tiennette, abitante a Troyes in Champagne intentò nel 1746 a François Bourgeois, canonico di Saint-Urbain, perché costui rifiutava di pagare le 150 libbre per essere stato "operato" da lei per due anni.  Ora Bourgeois assumeva sino a sei lavamenti al giorno. "Così valutando ogni giorno tre lavamenti in media (e questa valutazione non è eccessiva), si ritrovò per i 730 giorni un capitale di 2.190 lavamenti, i quali alla fine formarono la somma di 273 libbre 15 soldi". Finalmente si patteggiò. Questa storia fu utilizzata in un romanzo di Dorvigny, in cui il canonico in questione è rappresentato come "robusto e illustre personaggio" che si concedeva due o tre indigestioni al giorno.

 

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Pierrot ministro. Pierrot postulante. Pierrot malade. Pierrot medico (armato di una siringa). Pierrot poeta.
Stampa di Louis Morin (primo quarto del XX secolo)
. © Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens




019.jpgApotecario. Servite la bavarese. Stampa di Charles Philipon. © Collections histoire de la pharmacie, Ordre national des pharmaciens.

 

 

 

E.-H. Guichard

 

 

[Traduzione di Massimo cardellini]

 

 

LINK al post originale:

Clysterium

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